Alimentazione ed integrazione nelle patologie muscolo scheletriche articolari

Attualmente molte patologie muscolo-scheletriche limitano i movimenti più semplici. Cosa possiamo fare, per prevenire e ridurre gli effetti di queste patologie? Ad esempio, dare la giusta importanza all’alimentazione!

L’attività fisica e, più in generale, il movimento sono alla base di un buono stato di salute. Attualmente tantissime patologie muscolo-scheletriche limitano purtroppo i movimenti più semplici. Cosa siamo in grado di fare per prevenire l’insorgenza e ridurre gli effetti delle patologie muscolo-scheletriche? E quali sono queste patologie?

Le patologie scheletriche articolari

L’apparato muscolo-scheletrico articolare, è il complesso di ossa, muscoli e strutture annesse che garantisce all’essere umano stabilità, sostegno e capacità di movimento.
L’unione tra l’apparato scheletrico (o sistema scheletrico) e l’apparato muscolare (o sistema muscolare) viene definito apparato locomotore.

Le principali relative patologie sono:

Osteoporosi: è una malattia sistemica dello scheletro, caratterizzata da una ridotta massa ossea e dal deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità e della predisposizione alle fratture, soprattutto dell’anca, della colonna vertebrale e del polso.

Artrosi: è una patologia degenerativa della cartilagine articolare che è formata principalmente da acqua ed è priva di sali minerali.

Artrite Reumatoide:  è una malattia cronica he provoca dolore, tumefazione e rigidità articolare con forte limitazione del range del movimento e della funzione delle articolazioni interessate. L’infiammazione può svilupparsi anche in organi interni quali polmoni, reni, cuore e sistema nervoso). Le articolazioni più frequentemente coinvolte sono quelle delle dita della mani, dei polsi, delle ginocchia e delle caviglie.

Fibromialgia: è una malattia reumatica che colpisce i muscoli causando un aumento di tensione muscolare. Ne consegue che tutti i muscoli sono in costante tensione.

Gotta: la gotta colpisce spesso i pazienti con artrite, è causata da cristalli di acido urico che si depositano nelle articolazioni ed è spesso associata a manifestazioni cliniche della “sindrome metabolica” quali ipertensione arteriosa, diabete e insulino-resistenza e obesità.

L‘alimentazione può essere d’aiuto

L’alimentazione come spesso accade ci viene in aiuto. L’alimentazione è uno dei fattori modificabili che può influenzare l’evoluzione e l’insorgenza di queste patologie. Punto di partenza imprescindibile è un regime alimentare modico nelle quantità, pochi cibi ricchi di grassi saturi (come i salumi, insaccati, formaggi grassi e stagionati, cioccolato e dolciumi).

Fondamentale è quindi seguire 3 semplici regole principali:

  • PROPORZIONE: quantità relativa di alimenti da scegliere tra i principali gruppi alimentari
  • MODERAZIONE: nel consumo di grassi, oli e zuccheri
  • VARIETÀ: importanza di consumare giornalmente cibi scelti da ognuno dei 7 gruppi alimentari.

Contemporaneamente è importante incrementare l’apporto di sostanze antinfiammatorie e protettive per le ossa, privilegiando l’assunzione di grassi monoinsaturi (di cui è ricco l’olio di oliva) e dei polinsaturi della famiglia omega 3 (che favoriscono la sintesi di molecole con proprietà antinfiammatorie), aumentando il consumo di legumi, cereali integrali come riso, orzo, avena, miglio, grano saraceno e mais allo stato naturale, soia, frutta e verdura di stagione, pesce azzurro almeno 3 volte a settimana.

Gli integratori utili nelle patologie muscolo scheletriche articolari

Insieme all’alimentazione un aiuto determinante deriva certamente dall’assunzione di integratori alimentari specifici.

Ma quali sono questi integratori e perché possono aiutare in queste patologie?

Integratori con AA ramificati: utili per la ricostruzione delle fibre muscolari nei traumi da sport e dopo competizioni di resistenza.

Omega 3: A partire dal XIX secolo, in Inghilterra, la scienza medica ha iniziato a interessarsi all’olio di fegato di pesce dopo aver riscontrato come la popolazione eschimese presentasse un rischio molto basso di sviluppare malattie cardiache, nonostante la dieta ad alto contenuto di grassi. Quest’anomalia è dovuta alla presenza nell’olio di fegato di merluzzo degli acidi grassi polinsaturi omega 3. Gli acidi grassi omega 3 (insieme agli omega 6) sono definiti essenziali, perché il nostro organismo ne ha bisogno per vivere pur non essendo in grado di sintetizzarli autonomamente. Hanno proprietà antinfiammatorie, neuro protettive e cardio protettive.

Curcuma: Sempre più presente sulla nostre tavole, la Curcuma è oggi una spezia molto utilizzata e sulla bocca di tutti per i suoi benefici. Il suo principio attivo è la Curcumina. Riesce a bloccare entrambe le vie della cascata infiammatoria, inibendo la ciclossigenasi, con un’azione simile a farmaci come l’Ibuprofene, Chetoprofene ecc… Ma riesce anche a bloccare la via della lipossigenasi quindi avendo un’azione pari a quella dei farmaci anti infiammatori steroidei quali il cortisone. La Curcuma può essere utilizzata quindi sia per infiammazioni acute sia per infiammazioni croniche.

Zenzero: conosciuto anche con il nome di ‘radice della salute‘, il suo estratto è considerato un antidolorifico più potente del cortisone e dell’ibuprofene ed è molto indicato nella cura di artriti e reumatismi e nei dolori muscolari da affaticamento o infiammazione.

Probiotici: servono per ri-colonizzare l’intestino dai batteri persi. Per essere definititi Probiotici i batteri fisiologici devono essere in grado di difendere la mucosa intestinale dai batteri dannosi per il corpo e di produrre vitamine e altre molecole utili per il corretto funzionamento intestinale.

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