Mal di schiena e sciatalgia: diagnosi e cura della patologia degenerativa lombare

Lombalgie o sciatalgie possono compromettere la qualità di vita e impedire talvolta lo svolgimento delle normali attività lavorative o ricreative.

Quale può essere il percorso diagnostico riguardante le possibili cause e classificazioni del mal di schiena, con particolare accento posto sulle diagnosi differenziali che possono indurre il medico nella pratica quotidiana a trovarsi in difficoltà circa l’origine della patologia?

E quale può essere l’approccio terapeutico corretto, sia conservativo che chirurgico, e i relativi studi a supporto di tali diverse strategie?

Ne parlano in modo approfondito la Dr.ssa Laura Bruno, il Dr. Martino Deregibus e il Dr. Maurizio Dagna in questo corso FAD distribuito da IKOS ECM

Definizione di Lombalgia

La LOMBALGIA è caratterizzata da dolore, contrattura muscolare o rigidità tra il margine inferiore dell’arcata costale ed i glutei. Il dolore si può irradiare all’arto inferiore nella parte anteriore (cruralgia) o posteriore (sciatalgia)

La lombalgia è un problema di salute diffuso in tutto il mondo e rappresenta la più frequente malattia dell’uomo dopo il comune raffreddore. Basti pensare che oltre il 70% della popolazione mondiale è destinata a presentare un episodio di lombalgia nel corso della vita.

Le Lombalgie vengono classificate in 3 principali gruppi:

  1. Specifiche: riferibili a una causa nota, come ad esempio una frattura, presenza di osteoporosi, deformità strutturali, patologie infiammatorie.
  2. Radicolari: riferibili a sindromi radicolari, sindrome della cauda equina
  3. Non Specifiche: riferibili a cause viscerali, ginecologiche, vascolari, ma anche processi degenerativi fisiologici della colonna

Ad ogni modo In circa l’85% dei casi la lombalgia non è attribuibile a patologie specifiche o neurologiche.

L’Indagine ISTAT sullo stato di salute in Italia segnala che l’8,2% della popolazione ha riferito nel 1999 di essere affetto da lombosciatalgia.I Il DM del Ministero del lavoro 27/04/2004 include l’ernia del disco tra le patologie professionali da segnalare al Dipartimento di Prevenzione dell’ASL.

Diagnosi

Le linee guida sul mal di schiena concordano sull’importanza della storia clinica per identificare i semafori rossi in presenza dei quali è indicata l’effettuazione di esami strumentali.

  • Raccolta dei dati anamnestici
  • esame obiettivo con test clinici
  • diagnostica per immagini e strumentale

La sovradiagnosi e le indagini eseguite troppo precocemente potrebbero invece portare a indicazioni inappropriate al trattamento chirurgico in casi destinati a risolversi spontaneamente.

Cosa dicono le linee guida in materia?

Estratto da “Linee guida europee per il trattamento delle lombalgie croniche non specifiche 14 giugno 2005”

L’intervento chirurgico in pazienti con dolore lombare cronico e’ raccomandato solo se dopo 2 anni il trattamento conservativo sia fallito (o non sia possibile intraprendere un appropriato programma combinato cognitivo e chinesiterapico).

Quali sono le opzioni terapeutiche?

Il Corso FAD continua esplicando in modo preciso e puntuale quali sono le vare possibilità terapeutiche oggi disponibili a seconda della patologia diagnosticata e della relativa gravità.

Il delirio d’onnipotenza che a volte si cela dietro la nostra professione, è il peggior nemico della nostra amata professione (Rieducazione posturale: medoto “Le Tre Squadre”, capitolo 5)

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Pubblicato dalla piattaforma IKOS (https://www.ikosecm.it), il corso ECM (Educazione Continua in Medicina) in modalità Formazione a Distanza (FAD) si intitola “MAL DI SCHIENA E SCIATALGIA: COME QUANDO E PERCHÉ – DIAGNOSI E CURA DELLA PATOLOGIA DEGENERATIVA LOMBARE” e prevede 5 diversi capitoli attraverso i quali i docenti del corso, la Dott.ssa Laura Lorien Bruno e il Dott. Maurizio Dagna, affrontano, oltre alla definizione di lombalgia e di radicolopatia spinale, il relativo percorso diagnostico riguardante le possibili cause e classificazioni, con particolare accento posto sulle diagnosi differenziali che possono indurre il medico nella pratica quotidiana a trovarsi in difficoltà circa l’origine della patologia. Nella seconda parte viene invece trattato l’approccio terapeutico, sia conservativo che chirurgico, e sono citati alcuni studi a supporto di tali diverse strategie. Un corso ben strutturato e dai contenuti tecnici rilevanti.

Chi seguirà il corso ECM avrà inoltre la possibilità al termine dell’ultimo modulo di rispondere ad una prova di apprendimento: un questionario, a doppia randomizzazione delle domande, a risposta multipla con 4 possibilità di risposta di cui una sola giusta. Sono previste 30 domande.  La soglia di superamento prevista è del 75%. Il questionario sarà utile per conseguire i 10 crediti ECM a disposizione e poter accedere al download del certificato.

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